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  UMTS-italia

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UMTS-ITALIA

Nasce da una "costola" del Forum di UMTS-ITALIA creato dall'amministratore Mauser il 1 Febbraio 2005 voluto per dare il suo contributo sulle nuove tematiche della telefonia di terza generazione UMTS cercando di aiutare col suo Forum utenti inesperti e in difficoltà promettendo soluzioni free, il forum adesso uno dei maggiori apprezzati in rete si avalla di collaboratori e moderatori preparati sempre pronti a risolvere problematiche più o meno complesse

 
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Uso degli attrezzi

Come detto anche nelle pagine precedenti, è molto importante avere gli attrezzi giusti ma soprattutto saper usare quelli che si possiedono. Gli attrezzi che maggiormente vogliamo analizzare sono il saldatore, il succhiastagno ed il tester. Per ora non prenderemo in esame tutti gli attrezzi utili per la realizzazione di PCB in quanto questa sarà una guida solo per principianti... Al termine della stessa valuteremo se sarà il caso di analizzare anche questa possibilità.

Il saldatore
Forse uno degli elementi più importanti nel fare elettronica e di riflesso anche per il modding ma di certo quello su cui si nutrono i dubbi maggiori nell'uso. La saldatura a stagno, in elettronica, è quasi un'arte! E per questo il fatto di saper saldare bene non è per nulla automatico, anche se la saldatura necessita solo di un po' di allenamento e di un minimo di teoria per essere fatta ad arte. Ma cosa vuol dire essere fatta ad arte? Bene, partiamo dall'inizio.

La prima cosa da fare, ovviamente, è quella di collegare il saldatore alla presa elettrica e attendere che si riscaldi. E già da questo punto possono partire alcuni suggerimenti utili: se avete un portasaldatore, usatelo! Lasciate il saldatore inserito al suo interno e accendetelo. In questo modo sarete certi che il riscaldamento del saldatore avverrà in modo lento con un notevole prolungamento della vita della punta del saldatore. Per lo stesso motivo evitate di tenere premuto l'eventuale pulsante, presente su alcuni modelli, che raddoppia la potenza del saldatore.

Prima di cominciare le operazioni di saldatura e dopo che il saldatore sia arrivato alla temperatura di regime (circa cinque minuti dopo averlo acceso), verificate che la punta del saldatore sia pulita altrimenti potete usare la spugnetta, imbevuta d'acqua, presente sulla base di tutti i portasaldatore oppure potete usare un panno di cotone umido. Fate attenzione a non scottarvi le dita, anche se inizialmente dovrete mettere in conto anche questi inconvenienti... Ricordo le mie dita divenute nere e dure dopo la prima settimana di utilizzo del saldatore !

Le operazioni di saldatura, a questo punto, dipendono da diversi fattori come:

  1. La temperatura della punta del saldatore;
  2. La pulizia delle superfici da saldare;
  3. La qualità dello stagno;
  4. La bravura del tecnico.

Vediamo punto per punto come risolvere ogni situazione. Della prima abbiamo già parlato. Aggiungiamo solo che per verificare il raggiungimento di una adeguata temperatura basta sciogliere un po' di stagno sulla punta del saldatore e verificare il suo facile scioglimento.

Il punto due potrebbe essere o meno un problema a seconda che le superfici siano sporche o molto sporche. Infatti, di solito, basta l'acido contenuto nell'anima del filo di stagno che opera una ottima pulizia dei contatti da saldare. Nel caso in cui, invece, i contatti fossero davvero molto sporchi allora potrebbe essere necessario pulirli preventivamente sia con una piccola spazzola che con prodotti appositi in vendita presso tutti i negozi di componenti elettronici.

Della qualità dello stagno abbiamo già parlato nella pagina precedente anche se ci teniamo a ribadire che questo dovrebbe essere scelto con le caratteristiche di una lega Sn/Pb al 60/40% con anima interna con flussante. E' proprio grazie a questo flussante che la saldatura potrebbe risultare più o meno valida.

Per il quarto ed ultimo punto cercheremo di darvi le maggiori spiegazioni possibili. La cosa da evitare ASSOLUTAMENTE, quando si salda, è quella di sciogliere lo stagno sulla punta del saldatore per poi depositarlo sulle aree da saldare; così facendo tutte le caratteristiche del flussante interno allo stagno verrebbero mandate "in fumo" vanificando i benefici effetti sulla pulizia dei contatti.

La migliore saldatura è quella che si ottiene ponendo il saldatore sulle due parti da saldare, scaldandole leggermente per qualche secondo e sulle quali verrà applicato poi il filo di stagno che dovrebbe sciogliersi e collegare assieme le due parti. Ovviamente occorre fare molta attenzione a che non sia scaldino troppo quei componenti molto sensibili al calore come transistor o integrati di diverso tipo.

La quantità di stagno da utilizzare è un'altra variabile fondamentale. In questo caso il proverbio "melium abondare quam deficere" non è assolutamente valido. La giusta quantità di stagno non è né troppa né poca: cosa significhi questa cosa potrete vederlo da voi stesso con alcuni esperimenti e con l'osservazione di circuiti già fatti.

Ma i dettagli non finiscono di certo qui! Di vitale importanza anche il comportamento "post saldatura". Dopo aver disciolto la giusta quantità di stagno fra i due contatti da saldare ed averlo fatto nel modo corretto è bene anche non accelerare il processo di raffreddamento della saldatura evitando di soffiarci sopra, ad esempio.

A questo punto, un buon controllo di quanto fatto può subito rivelare se la saldatura è "fredda" o meno. Per saldatura fredda si intende una saldatura non ottimale che non realizza un perfetto contatto elettrico fra le due parti; questa è determinata spesso dal fatto di disciogliere lo stagno sulla punta del saldatore per poi applicarlo sulle zone da saldare. Essa si presenta ruvida e molto opaca, mentre una saldatura ben fatta si presenta liscia e lucida:

Ma come diventare esperti in questo campo? Molto facile: applicate le regole di cui sopra ed allenatevi su vecchie schede, su spezzoni di fili di rame, etc. Provate anche a sciogliere lo stagno sulla punta del saldatore e poi usatelo per "attaccare" qualche componente fra loro e vedete qual'è la differenza fra questa ed una saldatura fatta a regola d'arte!

Succhiastagno
Dopo aver visto come attaccare assieme due parti, è bene sapere anche come staccarle! Per questa operazione ci aiuta l'aspira o succhiastagno. Questo strumento, usato in congiunzione con il saldatore, permette di aspirare lo stagno presente fra circuito stampato e componente in modo facile. Anche in questo caso, però, è bene fare un minimo di allenamento con qualche vecchio circuito divertendosi a staccargli le varie parti perché, vi assicuro, inizialmente non è proprio così semplice e banale come potrebbe sembrare.

Tester
Il tester è un altro strumento molto utile anche se non sempre indispensabile. Grazie a tale strumento è possibile misurare le grandezze elettriche più importanti come tensione, corrente, resistenza e a volte anche capacità, bontà di diodi e transistor, etc. L'utilizzo del tester lo analizzeremo in seguito, di volta in volta, quando ne avremo bisogno. Anche perché, prima di poter misurare tali grandezze, sarebbe bene capire cosa sono e come agiscono all'interno dei nostri circuiti.

Alcuni consigli
Alcuni consigli potrebbero risultarvi molto utili nella realizzazione pratica dei circuiti. Oltre a quelli già visti in precedenza per quanto concerne le operazioni di saldatura, ce ne sono altri, altrettanto interessati:

  1. Usare la terza mano per saldare componentistica sui circuiti;
  2. Rispettare le polarità dei componenti quando ce ne sia bisogno;
  3. Verificare sempre bene che ogni componente utilizzato sia quello giusto;
  4. Prima di cominciare le saldature su un circuito assicurarsi che sia pulito altrimenti potrebbe essere necessario pulirlo con un panno imbevuto di alcol;
  5. Spelare, arrotolare e presaldare i cavi prima di utilizzarli nei circuiti:

 

 

 
       

 
 
   
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