Nasce da una "costola" del Forum di
UMTS-ITALIA creato dall'amministratore Mauser il 1 Febbraio 2005
voluto per dare il suo contributo sulle nuove tematiche della
telefonia di terza generazione UMTS cercando di aiutare col suo
Forum utenti inesperti e in difficoltà promettendo soluzioni free,
il forum adesso uno dei maggiori apprezzati in rete si avalla di
collaboratori e moderatori preparati sempre pronti a risolvere
problematiche più o meno complesse
Arriva
un portatile con riconoscimento delle impronte incorporato
Basta password, i siti si aprono con un
dito
Ibm punta su uno scanner «a sfioramento»:
sarà possibile accedere a siti e reti aziendali
dimenticandosi le parole chiavi
MILANO - «Inserire
username e password»: una richiesta che chiunque
navigatore ben conosce, ma che per i nostri nipoti potrebbe
sembrare legata a
un'epoca tecnologica tramontata. Il futuro è nella
biometria: l'utilizzo di tratti distintivi del corpo
umano (voce, retina, impronte digitali, etc) utilizzato come
«chiave» di accesso. Le tecnologie non sono certo una
novità, ma gli «scanner» si vanno man mano facendo meno
ingombranti
e i software diventano più precisi e sicuri. Tanto da
sbarcare in forze anche sul mercato dei consumatori. Se
negli aeroporti, per motivi di sicurezza, sono già in
funzione «occhi» elettronici che memorizzano l'immagine
della nostra retina, anche in casa e al lavoro potremmo
presto avere a che fare presto con tecnologie simili.
Ibm ha infatti messo in commercio un pc portatile che ha
integrato uno scanner di impronte.
Un'immagine dell'Ibm T42 che integra
lo scanner biometrico accanto alla tastiera
COME FUNZIONA
- Si tratta di un piccolo sensore collocato vicino alla
tastiera:
passando la punta del dito davanti allo scanner,
entra in azione un software che verifica l'impronta digitale
e permette l'autenticazione dell'utente. Una tecnica che
secondo Ibm è più sicura di quella dei
tradizionali lettori a pressione, in cui bisogna
appoggiare il dito sullo scanner per qualche istante. Quel
che conta, però, sono gli scenari aperti dal sistema: se il
notebook dovesse avere successo,
questo tipo di lettore promette di portare nelle
applicazioni di tutti i giorni il riconoscimento in punta di
dito. Ad affiancare il sensore, infatti, c'è un
programma (il Client Security Software) che l'utente può
usare per gestire le proprie password e le proprie immagini
biometriche. Sarà insomma possibile, se arriveranno
gli opportuni accordi commerciali,
accedere a siti che necessitano registrazione (come
quelli di molti giornali americani)
con l'impronta digitale. Oppure entrare in reti
aziendali o servizi online come la posta elettronica.
DUBBI - La rapidità e la facilità del sistema,
confrontata con quelle dell'accoppiata classica
username-password, potrebbero convincere tutti. Resta il
problema sicurezza, tant'è che per ora non si parla
di utilizzare questo tipo di lettori per
operazioni più delicate quali Home Banking, pagamenti
o transazioni finanziarie. E anche sul fronte della privacy,
la questione è spinosa.
Non è del tutto fantascientifica l'ipotesi di furti di
impronte digitali con conseguenti chirurgie plastiche
per avere dita «magiche» che permettano di simulare identità
altrui.
Ibm però potrebbe aver aperto una strada, finora
battuta senza troppo successo commerciale da produttori di
scanner esterni, da collegare al pc attraverso la porta Usb.